Giochi Tokyo 2020, CIO: ”Ipotesi rinvio Olimpiadi reale, la cancellazione non è in agenda”

Il Primo Ministro del Giappone Shinzō Abe, il Presidente onorario del CIO Jacques Rogge e il Presidente della Commissione dei Giochi di Tokyo 2020 Tsunekazu Takeda all'atto della consegna del contratto alla città di Tokyo quale paese organizzatore delle Olimpiadi 2020

La Commissione di Tokyo 2020 ha tenuto una videoconferenza urgente con il Presidente del CIO Bach ieri sera, durante la quale è stato concordato di procedere con discussioni dettagliate riguardanti diversi scenari tra cui il rinvio dei Giochi Olimpici

Il virus SARS-CoV-2 ha messo in ginocchio il mondo intero negli ultimi mesi.

Il nuovo Coronavirus COVID-19, dopo aver messo ko lo sport in quasi ogni anfratto del globo, rischia seriamente di far slittare anche i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 previsti a fine luglio. Alla luce della situazione generale, la Commissione di Tokyo 2020 ha tenuto una videoconferenza urgente con il Presidente del CIO Thomas Bach ieri sera, durante la quale è stato concordato di procedere con discussioni dettagliate comprendenti diversi scenari, incluso il rinvio dei Giochi, in pieno coordinamento con il Governo metropolitano di Tokyo, il Governo del Giappone, autorità giapponesi competenti, federazioni sportive internazionali e comitati olimpici nazionali.

Mentre attualmente non si registrano regioni in Giappone dove viene confermata una diffusa infezione da COVID-19 – sebbene il Giappone stesso registri 873 casi circa, tra i quali figura anche uno dei membri del Comitato Olimpico giapponese, il vicepresidente Kōzō Tashima, e 29 decessi dopo un’impennata subita nelle ultime due settimane -, sono numerosi i tornei di qualificazione per i Giochi di Tokyo 2020 annullati in tutto il mondo a causa della diffusione dell’infezione in molti paesi. Numerosi atleti e comitati olimpici nazionali hanno anche dichiarato di non essere in grado di poter proseguire con gli allenamenti in questo clima e che questa situazione senza precedenti è motivo di grande preoccupazione.

L’agenzia di stampa economico-finanziaria asiatica The Nihon Keizai Shinbun, nota come The Nikkei, ha dichiarato che ”non dovrebbero essere organizzati i Giochi Olimpici se le persone in tutto il mondo non possono divertirsi”. Il messaggio proviene forte e chiaro anche da Kaori Yamaguchi, ex judoka e membro del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020; la Yamaguchi chiede a gran voce al CIO il rinvio delle Olimpiadi a seguito dell’emergenza da COVID-19 che non accenna a placarsi: ”Mi domando chi di noi possa essere contento di ospitare le Olimpiadi in luglio mentre stiamo attraversando una criticità così ampia a livello globale, capace di stravolgere un numero così elevato di persone. Molte persone sentivano di non poter esprimere la loro opinione pur sapendo che il Paese avrebbe perso. Allo stesso modo molti membri del Comitato Olimpico Giapponese (JOC) non si sentono liberi di affermare che un rinvio dei Giochi possa essere in effetti la migliore soluzione”. E’ quanto affermato dalla ex judoka al quotidiano Asahi Shimbun.

Secondo The Nikkei, c’è stata una vera e propria rottura fra il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 ed il Comitato Olimpico Internazionale. Rottura raggiunta, a quanto si apprende, a seguito della posizione assunta ufficialmente dal CIO che, con una nota precedente, ha affermato che i Giochi di Tokyo 2020 si sarebbero disputati regolarmente senza slittamenti o annullamenti e che per questo gli atleti avrebbero dovuto proseguire la preparazione atletica in vista dell’evento. Presa di posizione convinta del CIO che, di fatto, non è andata giù ai padroni di casa che, va ricordato, hanno investito circa 22 miliardi di dollari per la realizzazione e ristrutturazione di opere come stadi olimpici e impianti sportivi che, in caso di annullamento o slittamento, subirebbero una perdita economica ingente.

Come affermato dal CIO – attraverso una nota ufficiale – a causa dell’estrema complessità della realizzazione dei Giochi, al momento non è stata presa una decisione definitiva. Decisione che comunque dovrà avvenire entro le prossime quattro settimane. La cancellazione dei Giochi di Tokyo 2020 non è comunque in agenda secondo il Comitato Olimpico Internazionale. I pensieri del Comitato Olimpico Internazionale sono rivolti a tutte le persone colpite da questa crisi ed alla sicurezza di atleti, spettatori e tutti gli altri partecipanti ai Giochi.

Il CIO si dedicherà all’esame di piani dettagliati riguardanti diversi scenari, inclusa la regolare apertura dei Giochi il prossimo 24 luglio. Sarà essenziale – sottolinea il CIO – uno stretto coordinamento con molti partner, tra cui il Governo metropolitano di Tokyo, il Governo del Giappone, i partner marketing di Tokyo 2020, le emittenti, i fornitori e gli appaltatori. Indipendentemente da ciò – conclude la nota del CIO – la cosa importante è che ora il mondo si unisca per superare questa crisi.

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