Vincenzo Esposito: ”La qualità più grande di un allenatore deve essere la passione, di un giocatore l’intelligenza. Tanjević e Petrović i migliori di sempre”

”La partita indimenticabile? A Bologna contro Varese quando segnai 38 punti in un tempo. L’avversario più difficile? Danilović”

Vincenzo Esposito, capo allenatore della Germani Basket Leonessa Brescia da maggio 2019, si è raccontato a ‘La Gazzetta dello Sport’.

Casertano doc, ‘El Diablo’ da giocatore ha vinto una Coppa Italia (1988) ed uno scudetto (1991) con la canotta della Juvecaserta, unica squadra del centro sud ad aver vinto almeno un campionato di Serie A assieme alla Pallacanestro Virtus Roma. Due volte eletto miglior giocatore dell’anno, una miglior allenatore, Esposito è il quarto marcatore di sempre del campionato di Serie A nonchè l’ultimo italiano ad aver vinto questa speciale classifica. È inoltre il secondo italiano ad aver giocato in NBA tre giorni dopo Stefano Rusconi, ma il primo di sempre ad aver segnato almeno un punto:

”Il mio più grande pregio è l’onestà – racconta Esposito -. Credo che la più grande qualità di un allenatore debba essere la passione, mentre per un giocatore l’intelligenza se vuole davvero emergere. La migliore qualità di un arbitro? Senza dubbio la comunicazione. Il miglior tecnico, per me, è Tanjević. Dražen Petrović il miglior giocatore, numero uno assoluto. La mia partita indimenticabile? Filodoro Bologna contro Cagiva Varese, 25 marzo 1995, quando segnai 38 punti in un tempo.

NBA o Eurolega? Assolutamente Eurolega. Mi ispiro molto a Gandhi e da grande vorrei diventare un buon nonno”.

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