Le considerazioni di fine stagione del giemme della Sidigas Scandone Avellino

Cosi il General Manager della Sidigas Nicola Alberani:

”Facciamo il punto della situazione sulla stagione che si è da poco conclusa, complicata da molti punti di vista e che ci ha più volte visti cambiare pelle. Come diceva ieri l’Ingegner De Cesare, è stata un’annata che, per quelle che erano le premesse iniziali, avremmo voluto vedere finire diversamente ma purtroppo siamo stati accompagnati da tanti episodi che non hanno facilitato il nostro percorso. Alla fine, per come si erano messe le cose, non è andata poi tanto male: questo gruppo, inclusi lo staff e tutti quelli che fanno parte della società, hanno sempre messo tutto in campo con il sorriso, la voglia e la durezza mentale. Purtroppo questo non è bastato ad eliminare Milano ma ci lascia un sapore diverso e lo si è visto dal calore che ci ha dimostrato la gente ieri sera, che ha riconosciuto a questo gruppo di aver sempre gettato il cuore in campo.

Gli infortuni non sono una scusante ma un dato oggettivo e il club ha dimostrato di non voler mollare mai reagendo puntualmente alle varie difficoltà che si sono presentate. Coach Maffezzoli ha fatto un ottimo lavoro, schierando praticamente otto formazioni diverse in dieci partite. È difficile spiegare all’esterno quanto cambi la chimica del gruppo un giocatore che esce e rientra o che torna dopo tanto tempo: uno tra i tanti è stato il secondo infortunio di Demetris Nichols, perché quando è rientrato non era più lui e, a 35 anni, ci ha messo un po’ a recuperare. Ho parlato di Demetris ma tutti i ragazzi meritano un plauso per aver dimostrato stoicismo e voglia di crederci. È un peccato che spesso siano stati etichettati come ragazzi che non ci credevano, quando invece ci credevano tanto e si è visto nelle ultime partite. Ho ancora l’immagine di Patric Young, che è un po’ il simbolo della nostra stagione: aveva una voglia incredibile, si è infortunato, si è rialzato per poi infortunarsi nuovamente ma non perdendo mai il suo spirito combattivo. Purtroppo lo sport è anche questo. 

Voglio ringraziare tutte le persone che ci sono state vicine e che sono venute a salutarci. Quest’annata ci ha spiegato come e cosa deve essere la Scandone del futuro, quali le tipologie di giocatori che il pubblico ha piacere nel venire a vedere. Ho sicuramente commesso degli errori di cui mi assumo la responsabilità ed io in prima persona trarrò insegnamento da questa stagione. Come club non pregheremo nessuno, chi vorrà venire a giocare ad Avellino dovrà accettare con il sorriso. Coach Maffezzoli incarna alla perfezione quanto detto prima: ha voglia, ha riconosciuto l’ opportunità che gli è stata concessa ed è l’uomo giusto da cui ripartire. Per la prossima stagione dovremo ripartire proprio da questo spirito di lotta, sostenendo ancora la doppia competizione (non è detto che giocheremo in Basketball Champions League, perché al momento non vi rientriamo), e dal calore di chi è venuto a salutarci”.