Palla a due di Malaga – Torino, ultimo atto della prima fase di EuroCup, ultima sfida per i gialloblù in questa stagione continentale; davanti allo schermo, nel suo studio, in una città che si avvicina al Natale sotto una bella nevicata, incontriamo Massimo Feira, Amministratore Delegato della Fiat Auxilium Torino che, anche per la professione che esercita nella vita, non si esonera di analizzare con lucidità il momento che sta attraversando il club:
”Le difficoltà sul parquet e fuori sono innegabili e ci dispiace: avevamo immaginato una stagione diversa e decisamente più serena. Se penso agli sforzi fatti non posso che essere rammaricato, però (un’occhiata veloce alle maglie appese, quelle della promozione e della Coppa Italia), non riesco, anche oggi, a non ricordare questi anni trascorsi a lavorare con il mio amico Antonio Forni. Non riesco a non pensare alla sua gioia alla fine dell’ultima partita delle finali play off di A2: sono passati solo 4 anni e per qualcuno sembra un secolo, per altri sembra non si abbia proprio questa memoria. Non riesco a trattenere un pochino di gioia, seppur consapevole che quest’anno i risultati sportivi siano davvero deficitari, se, dopo anni di digiuno da grande basket sotto la Mole, siamo comunque qua a vederci una partita della seconda competizione europea con una coccarda tricolore sulla divisa nelle sfide di campionato che attesta anche quello che resta il primo trofeo professionistico della pallacanestro piemontese: la Coppa Italia 2017/2018. Qualcuno, anche tra gli addetti ai lavori dice sia stata fortuna, io penso che nessuna vittoria venga senza una sana dose di fortuna, che la fortuna aiuti sempre gli audaci e che, comunque, per vincere, occorra esserci e noi, a Firenze, c’eravamo. L’ orgoglio più importante, tuttavia, ce lo danno le oltre 4000 persone che ci seguono al Palavela, gli oltre 300 bambini che prima di ogni incontro di LBA si sfidano sul parquet dei loro campioni, le tante Società, sono 12 ad oggi, che hanno già sposato il progetto FIAT Generation.”
Fine del primo quarto 26 a 21 per gli spagnoli… Parliamo di questo format per i giovanissimi?
”In questi pochi anni abbiamo cercato di diventare un punto di riferimento con l’obiettivo di aiutare la pallacanestro della nostra Città e della nostra regione sfruttando l’incredibile vetrina che è la Serie A. Abbiamo voluto avviare una programmazione concreta che vuole trasformarsi in un punto di sostegno per tutte le realtà cestistiche della regione. Porte aperte perché crediamo nel lavoro di squadra e nelle sinergie e i primi eventi al Palavela ne sono la dimostrazione concreta.”
E poi ci sono i rapporti con la Città – ”Si, con le istituzioni in genere: abbiamo sviluppato rapporti davvero ottimi e, per quanto possibile, stiamo impegnandoci per la promozione dello sport e grazie anche a FIP, Lega Basket e non da ultimo Eurolegue, la voglia di dare il nostro contributo concreto per quella che credo sia una delle discipline più belle al mondo che riesce, quotidianamente, a fare sempre più breccia nelle passioni di chi si avvicina alla nostra realtà.”
Un percorso di crescita e consolidamento che – ”E’ innegabile ci ha portato, e ci porterà anche in futuro perché è umano, a commettere degli errori dove sicuramente hanno potuto incidere l’ inesperienza prima e la voglia di fare poi. Del resto, quando c’è la passione che ti spinge a lavorare h24 ci sta di sbagliare. La cosa importante è che in tutti quelli che a diverso titolo hanno il Club nel cuore, ci sia la voglia di fare di più e meglio facendo tesoro del vissuto senza quella malafede che in varie circostanze, invece, respiriamo vicino a noi.”
Suona la seconda sirena: Torino torna negli spogliatoi del Palacio in vantaggio 47 a 41. Una presenza in Serie A da protagonisti con la ciliegina della Coppa Italia per dire che Torino c’è.
”Ci siamo grazie alla nostra proprietà, alla famiglia Forni che a discapito di insulti, ironia pesante e gratuita ha sempre messo la faccia ed investimenti cospicui perché Torino tornasse in A con un impatto così importante. Abbiamo fino ad oggi accettato tutto – certo non sempre con il sorriso e con reazioni condivisibili da tutti – con la sola volontà di non voler perdere la bussola del nostro impegno: mantenere Torino tra le realtà sportive più importanti d’Italia e d’Europa.”
In quest’ottica l’idea Palavela? (brillano gli occhi all’AD pensando alla sua creatura)
”Questo sa davvero dell’incredibile e quando lo racconto in giro per l’Italia non mi credono. Siamo stati messi in discussione per il trasloco dal PalaRuffini – che tutti amiamo e che ci vede impegnati in prima linea per intitolarlo a una persona che non smettiamo di ricordare con affetto: coach Gianni Asti – subendo l’etichetta di megalomani. Ma Torino ha una passione tale che fin da subito i numeri degli spettatori presenti al Palavela ci hanno confortato e spinto negli investimenti per rendere l’impianto sempre più ricco di sport. Una nuova casa comoda e sicura che ci invidiano tutti e che già viene definita come tra le più belle d’Italia e non solo. Certo anche qui, soprattutto alle prime uscite, abbiamo dovuto far fronte a delle esigenze di salvaguardia degli spettatori che ci hanno costretto, ad esempio, a delle aperture ritardate. Ma credeteci che per noi la sicurezza è al primo posto e il dover seguire le prescrizioni della Commissione di Vigilanza, delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco sono dei principi a cui non ci sottrarremo mai purché lo spettacolo del nostro sport possa essere goduto senza pericoli. Stiamo poi sperimentando la formula dei divanetti, anche qui quanta ironia gratuita, che ci sta portando a grandi soddisfazioni commerciali. Avere sempre più partner è importante per un Club che vuole crescere e appassionarsi al nostro sport è più facile se si riesce a combaciare confort e passione che spesso non si possono riscontrare in altre discipline. Certo anche qui c’è ancora molto da fare (prima di tutto, ora, i parcheggi), ma se non si parte mai, se c’è sempre un motivo per non fare o se si ascolta sempre l’opinione dell’ultimo che parla anche quando non sa di cosa, allora è davvero difficile arrivare.”
Un impianto più a misura di Larry Brown?
”A misura di Torino e la scelta del coach, sicuramente, un punto importante di questa stagione. Ricordo il giorno del suo arrivo in città e le settimane successive. Anche qui tutti pronti a esaltarne la storia, le potenzialità. E tutti a dirci, a consigliarci, a pretendere da noi la giusta pazienza per concedergli il giusto tempo per ambientarsi. Oggi, invece, ci ritroviamo con le stesse persone che applaudivano pronte a criticarne la scelta chiederne solo la panchina. Certo, siamo in difficoltà di risultati, non lo nega nessuno e i primi delusi siamo noi e le riflessioni non escludono nessuna ipotesi (anche in questo caso sarà soltanto la voce ufficiale della Società quella attendibile), ma andiamo avanti senza cercare alibi (infortuni, logistiche, ingaggi sfumati all’ultimo o ingaggi non in sintonia con il gruppo) con la grande voglia di poter proseguire nel nostro lavoro con determinazione ed unità continuando ad assumerci le nostre responsabilità.”
Ad iniziare dalla famiglia Forni – ”Questo è l’aspetto che più mi dispiace. Chiedo e, fossi una persona diversa che non conosce il mondo, esigerei il giusto rispetto per loro: se lo meritano per quanto dato e continuano a dare alla città di Torino”.

Si torna in campo per l’ultimo quarto con Malaga che conduce 67-57. Un velo di rammarico per quello che poteva essere la seconda avventura in Europa e ultimi dieci minuti per parlare di futuro.
”Con l’amore e la passione che hanno sempre dimostrato, in questo periodo la famiglia Forni sta valutando proposte sul tavolo per una eventuale cessione societaria. Sono convinto che ci aspetta un periodo di ulteriore turbolenza. Lo affronteremo uniti, a testa alta. Nei giorni scorsi con la squadra, lo staff, i dirigenti ci siamo trovati perché la volontà è quella di portare la nave in porto senza lasciare, a tutti i livelli, nessuno indietro. Sappiamo che troveremo contestatori (gli stessi, sin dall’inizio di questa avventura, che ci sono stati sempre e a prescindere), ma non ci distrarremo e con il sostegno della grande maggioranza dei tifosi, appassionati, sponsor, partners e fornitori cercheremo di far sì che il futuro sia ancora una volta importante. Fare fronte comune perché Torino c’è e vuole esserci sempre di più”.
Suona la sirena a Malaga: 89-68 per gli spagnoli che volano con merito alle Top16. La FIAT è già proiettata a domenica per la sfida di campionato con Pistoia: ”Ancora un’amarezza sportiva ma siamo uomini di sport e quindi fronte comune e dimostriamo a tutti il nostro vero valore. Dalle difficoltà si esce più forti.”
Pistoia e anche Avellino sfide dove ci sarà bisogno del sostegno e dell’aiuto di tutto il pubblico: gare da vincere senza se e senza ma.